Quando l’Ideologia Prevale sul Buon Governo.
Nel cuore della nostra Segrate, e nei singoli quartieri che la compongono, il malcontento cresce tra i cittadini sempre più delusi da un’amministrazione comunale che ha smarrito la sua vera missione: servire il bene comune.
Invece di rispondere alle reali necessità della popolazione, l’attuale Giunta sembra più interessata a portare avanti la propria agenda politica che a risolvere i problemi concreti che affliggono la comunità: sicurezza, viabilità, collegamenti con Milano, manutenzione degli edifici comunali….l’elenco delle inefficienze è lungo e penoso persino da recitare.
Le decisioni prese dal Comune appaiono spesso scollegate dalla realtà quotidiana di chi vive e lavora in città. Gli investimenti vengono destinati a progetti ideologici, mentre infrastrutture essenziali come strade, trasporti pubblici e scuole versano in uno stato di progressivo deterioramento.
Gli abitanti di Segrate segnalano da tempo disservizi e carenze, ma le loro richieste cadono nel vuoto, le lettere, le email e le PEC che arrivano quotidianamente all’indirizzo di Sindaco e assessori restano quasi sempre senza risposta sacrificate sull’altare di iniziative propagandistiche senza un impatto tangibile sulla qualità della vita.
La recente presentazione del PGT non ha fatto che confermare questa posizione del Comune che mette l’ideologia “green” al centro delle proprie strategie senza considerarne la sostenibilità economica e sociale.
Lo abbiamo già scritto: è bellissimo avere un’area di 700.000 metri quadrati “a disposizione dei cittadini”, ma chi taglia e smaltisce l’erba? Oppure lasciamo che i bambini giochino in mezzo a una giungla di arbusti e nutrie?
E le cattive notizie non finiscono qui: il Golfo Agricolo in questa sua nuova connotazione verrà inserito nel Parco Locale d’Interesse Sovracomunale, condannando tutta l’area a questa condizione di pseudo-abbandono per gli anni a venire.
Sarà fantastico avere una fermata della metropolitana in zona Idroscalo, ma cosa ne pensano gli abitanti di San Felice che dovranno fare quasi un chilometro a piedi per raggiungerla? E dove metteranno le macchine le persone che arrivando dall’hinterland vorranno parcheggiare in zona San Felice per prendere la Metro?
Sarà molto futuristico avere un Data Center sul territorio comunale ma che impatto avrà sui cittadini di Redecesio e Lavanderie in relazione al calore accumulato dai server o all’assorbimento di energia necessario per il funzionamento delle apparecchiature elettroniche? E, soprattutto, siamo sicuri che i corrispettivi a cui è stata ceduta quest’area siano congrui in relazione all’immenso valore immobiliare che conferirà alla stessa la costruzione del Data Center?
Tutte domande che i cittadini si pongono – e hanno posto durante gli incontri del PGT – ma che non trovano risposte da parte dell’amministrazione che è ormai chiaramente lanciata in proclami che suonano sempre più come spot elettorali per la campagna elettorale del 2026, ma che non hanno contenuti di concretezza che possano avere un impatto positivo sulla vita reale.
Uno degli aspetti più frustranti di questa amministrazione è dunque proprio questo: la totale assenza di un vero dialogo con i cittadini. Le consultazioni pubbliche, quando avvengono, sono più un esercizio di facciata che un reale tentativo di ascolto e le decisioni vengono prese a porte chiuse e imposte dall’alto, senza considerare il parere di chi quotidianamente affronta i problemi di una città che è di fatto immobile da quasi dieci anni e le conseguenze di questa politica si riflettono su un tessuto urbano che sembra essersi fermato nel tempo.
Un’amministrazione comunale dovrebbe essere al servizio dei cittadini, non delle proprie convinzioni ideologiche. È tempo di un avvicendamento alla guida del Comune, con nuovi rappresentanti istituzionali focalizzati sulle vere necessità della città, proponendo e apportando soluzioni reali. Senza un cambio di rotta, il rischio è quello di vedere Segrate scivolare sempre più nel degrado e nell’inefficienza, con i cittadini lasciati soli a pagare il prezzo dell’indifferenza.
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